[Storie] Quando gli Elii erano Studentessi
22 tracce per un compendio onnicomprensivo di ciò che sono stati gli Elio e le Storie Tese.
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Nella lunga discografia del simpatico complessino, l’album uscito nel 2008 merita un posto speciale in termini di qualità delle composizioni e di ispirazione complessiva. Forse il loro ultimo momento di genuina genialità prima di un graduale declino.
Artista: Elio e le Storie Tese
Titolo: Studentessi
Anno: 2008
Tracklist:
Studentessi – 0:46
Plafone (con Antonella Ruggiero) – 5:00
(testo: Rocco Tanica, Elio / musica: Rocco Tanica)Ignudi fra i nudisti (con Giorgia) – 4:34
(musica: Rocco Tanica, Faso)Tristezza – 4:32
(testo: Rocco Tanica, Elio / musica: Rocco Tanica)Effetto memoria [Inverno] – 1:01
(musica: Elio)Heavy Samba (con Irene Grandi) – 6:51
(musica: Cesareo, Faso, Elio)Gargaroz – 5:45
(testo: Elio, Faso, Rocco Tanica / musica: Faso, Elio, Rocco Tanica, Cesareo)Suicidio a sorpresa (con Paola Cortellesi) – 1:27
(musica: Rocco Tanica)Suicidio a sorpresa allegro (con Paola Cortellesi) – 1:01
(musica: Rocco Tanica)Suicidio a sorpresa andante con moto – 1:19
(musica: Cesareo, Elio)Suicidio a sorpresa allegro (con Paola Cortellesi) – 0:19
(musica: Rocco Tanica)Suicidio a sorpresa allegretto (con Paola Cortellesi) – 1:52
(musica: Rocco Tanica, Elio)Effetto memoria [Primavera] – 1:31
(musica: Elio)La lega dell'amore (con Claudio Bisio) – 4:26
(musica: Rocco Tanica, Elio)Indiani (a caval donando) – 5:51
(musica: Rocco Tanica, Elio)Effetto memoria [Estate] (con Claudio Baglioni) – 0:47
(musica: Elio)Supermassiccio – 5:22
(musica: Faso, Cesareo, Rocco Tanica, Elio)La risposta dell'architetto – 4:43
(testo: Mangoni / musica: Faso, Rocco Tanica)Parco Sempione – 4:58
(testo: Elio, Faso / musica: Faso, Elio, Meyer, Cesareo, Rocco Tanica)Il congresso delle parti molli – 7:08
(musica: Cesareo, Rocco Tanica, Elio, Faso)
Single (con Paolo Panigada, alias Feiez) – 3:22
(testo: Feiez / musica: Rocco Tanica)Effetto memoria [Autunno] (con Claudio Baglioni) – 5:49
(musica: Elio)
Formazione:
Elio – voce
Rocco Tanica – tastiere, sintetizzatori, pianoforte, vocoder, voce
Cesareo – chitarra, voce
Faso – basso, voce
Christian Meyer – batteria
C’è un prima e c’è un dopo
La storia degli Elio e le Storie Tese si può suddividere in due (macro) fasi: quella che va dagli esordi fino al Festival di Sanremo del 1996, parabola di un gruppo di nicchia che diventa un culto prima a Milano e poi, in un crescendo di popolarità, nel resto del paese; e quella in cui prende il via il successo di massa, che possiamo collocare da La terra dei cachi in poi, con la visibilità televisiva a fare da naturale trampolino per un pubblico sempre più vasto.
Inutile negare che gli album prodotti dagli Elii più famosi siano per certi versi meno incisivi rispetto ai primi due, ma solo perché Elio Samaga Hukapan Kariyana Turu del 1989 e Italyan, Rum Casusu Çikti del 1992 (aggiungendo il live Esco dal mio corpo e ho molta paura, pubblicato nel 1993, che assembla gran parte del materiale prodotto nella primissima parte della carriera) racchiudono l’essenza, la forza espressiva, la dirompente unicità del simpatico complessino, oltre ovviamente a essere i dischi che contengono alcuni dei brani più importanti della sua storia.
Allo stesso modo, però, è importante non sottostimare quanto è accaduto dopo, almeno fino a un certo punto della vicenda. Eat the Phikis, uscito dopo la partecipazione a Sanremo, è per forza di cose il prodotto che ha goduto della maggiore popolarità e anche quello segnato da una certa maturità artistica e da canzoni indimenticabili (Burattino senza fichi, El Pube e Tapparella su tutti) che hanno innalzato ulteriormente l’asticella della qualità. Il successivo Craccracriccrecr, segnato in maniera profonda dalla prematura scomparsa del compagno di viaggio Paolo “Feiez” Panigada, è un lavoro di transizione non perfettamente a fuoco, laddove il successivo Cicciput del 2003 vanta una freschezza ritrovata, una nuova comunione di intenti, un livello di ispirazione nuovamente ai livelli del passato.
In questa sequenza temporale, possiamo considerare Studentessi l’ultimo grande album degli Elio e le Storie Tese. Un disco completo, ispiratissimo, ricco di idee, di stimoli, di intuizioni, di soluzioni particolarmente riuscite. Un album brillante che occupa un posto rilevante all’interno dell’intera discografia della band ma che, a conti fatti, risulta essere un vero e proprio canto del cigno. Nulla di quello che verrà realizzato successivamente potrà infatti dirsi paragonabile al livello di Studentessi, e con i due album successivi, L’album biango e Figgatta de blanc si dovrà fare i conti con l’amara constatazione che gli Elii non sono più quelli di una volta.
Ora ti sfondo i bonghi
Il punto di partenza da cui raccontare Studentessi è una storia di cronaca cittadina e di impegno civico: quella del Bosco di Gioia, un’area verde di oltre un ettaro a meno di un chilometro dalla Stazione Centrale di Milano, dove oggi sorge Palazzo Lombardia, la sede della giunta regionale. La costruzione del grattacielo nel 2005 fu motivo di scontro tra i cittadini che volevano salvaguardare il parco e i suoi alberi monumentali e la Regione e il Comune, intenzionati a realizzare l’opera. La mobilitazione coinvolse direttamente alcuni membri degli Elio e le Storie Tese, che furono tra i promotori del comitato cittadino che raccolse oltre quindicimila firme contro la distruzione del parco e in particolare del tastierista Rocco Tanica, che per questa battaglia portò avanti uno sciopero della fame.
Una sfida persa che la band trasformò nel primo pezzo del nuovo album, presentato al pubblico a partire dai concerti dell’estate 2007: Parco Sempione iniziò a girare in versione mp3 registrata dal vivo già qualche settimana dopo le prime esibizioni. Dal 2004, nel pieno dell’epoca del download illegale e della conseguente crisi della vendita dei dischi, gli Elio e le Storie Tese misero in atto l’idea del “CD Brulè”: ogni loro concerto veniva registrato e masterizzato istantaneamente su CD (o caricato su chiavetta USB) per essere venduto agli spettatori poco dopo la fine dell’esibizione. Un’idea particolarmente apprezzata dai fan, che ha moltiplicato a dismisura la quantità di materiale live della band disponibile.
In Parco Sempione, tuttavia, la vicenda del Bosco di Gioia emerge solo a un ascolto più accurato: a catturare immediatamente l’attenzione è piuttosto il tema dei suonatori di bonghi nei parchi pubblici su un inedito ritmo africaneggiante, sottolineato dal divertente videoclip che ha tra i suoi protagonisti Maccio Capatonda e la sua truppa e che vede la luce il 7 febbraio 2008.
È l’anteprima perfetta per Studentessi che esce nei negozi di dischi (e nelle edicole, grazie a un accordo con il gruppo editoriale L’Espresso) il 20 febbraio. Sull’album Parco Sempione non occupa un posto di primo piano come sarebbe naturale aspettarsi, ma appare come traccia numero diciannove, come a voler confermare che dentro questo disco c’è tanto altro e che il fortunato singolo non è che un elemento che si somma a tutti gli altri.
Nel segno della creatività
Tanti sono anche gli ospiti musicali che prendono parte all’album: è la voce di Antonella Ruggiero ad aprire di fatto le danze, ma non prima di un’abbondante introduzione strumentale che si rifà al prog rock e che supera i due minuti: con Plafone, spiegano gli Elii, c’è la necessità di restituire centralità e valore alla narrazione musicale. A rubare la scena però è la voce della cantante, capace di districarsi tra note basse e altissime, passando con disinvoltura da una tonalità all’altra.
L’idea è di Rocco Tanica, che avendo a disposizione una delle più dotate vocalist in circolazione, ha pensato per lei una parte quanto più complessa possibile, con il preciso intento di metterla in difficoltà. Nelle versioni precedenti, il brano aveva un assurdo testo sull’eccitamento sessuale legato alle città con nome sdrucciolo (se ne può ascoltare qui un provino cantato proprio dal tastierista stesso, mutato poi nel racconto di vicende condominiali finito sull’album).
L’eterno dilemma coniugale tra mare e montagna nella scelta delle vacanze estive è il tema di Ignudi fra i nudisti, con la partecipazione di Giorgia, che già anni prima aveva cantato una parte nel brano T.V.U.M.D.B. La caratteristica principale di questa canzone però è nella sua assurda concezione, ossia quella di essere scritta e musicata sulla base di Suspicious Minds di Elvis Presley mandata al contrario. Un’idea che spiega la struttura inusuale del pezzo e il modo di cantare di Elio, che nel fare il verso a Elvis finisce per far combaciare alcune parole del testo al suono della canzone originale al contrario.
A evocare il senso di malinconia nella successiva Tristezza contribuisce la struttura musicale del brano, che si basa su un giro classico di blues con la variante dell’utilizzo degli accordi minori. Un sentimento sottovalutato e vituperato, spiega Rocco Tanica, in maniera ingiusta.
Mi ricordo di un ricordo
Il booklet dell’album non contiene i testi delle canzoni: una scelta precisa che invita piuttosto a visitare il sito web approntato per l’occasione, all’interno del quale, oltre alle parole dei brani, vengono pubblicati dei brevi video registrati durante le prove e le sessioni di registrazione. È così che scopriamo che le quattro versioni di Effetto memoria (Inverno, Primavera, Estate, Autunno) sono suonate dalla band, ma con gli strumenti scambiati, ogni volta in una combinazione diversa. A impreziosire le versioni Estate e Autunno c’è la voce di Claudio Baglioni: la melodia è la stessa della celebre sigla della serie TV Boris.
E poi ci sono gli intermezzi tra un brano e l’altro: dall’intro, con un estratto dal film Il commissario di ferro di Stelvio Massi, in cui si nomina Sergio Conforti (che è anche il vero nome di Rocco Tanica), alla seconda parte dello spot di Maurizio Crozza sui sassi della Toscana, dalla parodia del concorrente di Amici di Maria De Filippi al DJ radiofonico imbranato, e via discorrendo, tra gag surreali e barzellette in lingua cinese.
Per fare tutto ci vuole tutto
La scaletta prosegue con Heavy Samba, con la partecipazione di Carla Fracci e la voce di Irene Grandi, in cui si passa con disinvoltura dalla bossa nova all’hard rock. Gargaroz è invece quello che potremmo definire un instant classic, con il tormentone della voce in vocoder che ripete ossessivamente il titolo del brano che, come raccontato da Faso, è il vero punto di partenza della canzone.
Dentro c’è una raccolta di ricordi di infanzia (la serie TV degli anni Sessanta Belfagor, il film L’esorcista) fino al tema portante del brano: l’abitudine, ormai desueta, a rimuovere chirurgicamente le tonsille ai bambini come forma di prevenzione dalle malattie. Anche in questo caso sono i dettagli a fare la differenza: quando nel brano si fa riferimento a un presunto traffico di organi, vengono citate vendite su eBay e siti internet di vendita di tonsille, puntualmente messi davvero online dalla band.
Suicidio a sorpresa è un altro caposaldo di Studentessi e un altro esempio di come questo album sia una riserva infinita di trovate brillanti, suddiviso addirittura in cinque movimenti musicali. La partecipazione di Paola Cortellesi e di Demo Morselli la rendono memorabile, così come il contrasto tra l’elenco delle band metal (realmente esistenti) e il tono da operetta. L’idea è quella di ribaltare la leggenda metropolitana secondo cui alcune canzoni metal conterrebbero messaggi satanici se ascoltate al contrario con la rivelazione che questo assunto non valga per le band di black metal, il cui messaggio nascosto è invece estremamente positivo e rassicurante, con frasi del tipo «Chiamami quando arrivo che se no sto in pensiero» o «Sei dolce come il miele» e offese del calibro di «Vaffambrodo».
C’è ancora spazio per La lega dell’amore, simpatico divertissement già proposto dal vivo in collaborazione con lo storico amico Claudio Bisio, Indiani (a caval donando), probabilmente l’episodio più debole dell’album, ma comunque degno di nota e Supermassiccio, traduzione volutamente caricaturale dell’inglese “Supermassive” e dunque parodia della Supermassive Black Hole dei Muse, in cui si ipotizza uno scenario surreale da fine del mondo.
Per La risposta dell’architetto sale in cattedra l’immancabile Mangoni, alle prese con un rap improbabile che rifà il verso a Mondo Marcio e che risulta essere perfettamente al passo con i tempi rispetto al successo di massa del rap italiano. Il gusto per l’assurdo trova la sua cifra in Il congresso delle parti molli: «Non sta scritto da nessuna parte che gli organi interni del corpo umano debbano obbedire al cervello – si legge nelle note dell’album – Recentemente si sono svolte nuove elezioni dalle quali è emerso vincitore un nuovo soggetto politico».
L’ultimo brano, prima della chiusura con l’ultima versione di Effetto memoria, è un ricordo di Feiez: Single è un brano risalente al 1997, scritto da Rocco Tanica e cantato proprio da Paolo Panigada, recuperato per l’occasione dalla registrazione di una vecchia trasmissione radiofonica.
Alla fine le tracce in scaletta sono ventidue: un compendio di ciò che gli Elio e le Storie Tese sono diventati nel corso degli anni e di tutto quello che sono in grado di fare in quel momento, sperimentando, giocando con le composizioni e con le parole, travolgendo l’ascoltatore con una proposta musicale variegata e multiforme e con una quantità sterminata di citazioni, rimandi, spunti, idee. L’impressione, a posteriori, è che la composizione e la registrazione di Studentessi siano state gli ultimi momenti in cui gli Elio e le Storie Tese si sono davvero divertiti tutti insieme.
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